Bruno Cavaliere 2002-2003

Motto: Per la “…sicurezza umana…”

brunocavaliere
Bruno Cavaliere
Governatore 2002-2003

PREMESSA

Il secolo XX è stato uno dei periodi più violenti e più feroci della storia dell’umanità: ha visto due guerre mondiali ma, soprattutto, ha dovuto registrare la sistematicità organizzata dello sterminio di tanti esseri in un’epoca che aveva saputo realizzare scoperte meravigliose a vantaggio di molti individui.

Nel 1930 il pensatore spagnolo José Ortega y Gasset presentava alle stampe un testo, La ribellione delle masse. Nel capitolo intitolato “L’epoca del signorino soddisfatto” faceva riferimento ad un piccolo borghese, al “signorino soddisfatto” appunto, che, erede del benessere e del lusso superfluo si comporta esclusivamente come erede: non avendo costruito con il sudore e con il sangue la fortuna, i vantaggi, le libertà che si trova tra le mani, crede, o ama credere, che il mondo sia così com’è, con le sue comodità, con le sue sicurezze perché così deve essere, per diritto ereditario.

L’idea che le cose non stiano in questo modo non lo sfiora o, se questo avviene, reagisce in modo incontrollato o violento. “La sua vita -scrive Ortega- perde inesorabilmente d’autenticità, si tramuta in pura rappresentazione o finzione di un’altra vita”.

Nel riconosciuto valore del “Progetto Uomo, inteso come essenziale recupero di disponibilità e tolleranza, si è concretizzata invece per i Lions l’idea di offrire un senso alla personale esistenza sostenendo ed individuando possibilità per più equilibrate esistenze, più sereni rapporti. Ognuno ha il dovere di aprire strade, di tracciare prospettive, ognuno ha il dovere di offrire, alla comunità che gli consente di esprimersi al meglio, il frutto delle sue capacità e delle sue competenze.

Sembra inutile sottolineare l’esacerbato individualismo del tempo presente o, forse, di tutti i tempi; il “Villaggio solidale” diventa utopia solo se non ci rendiamo conto che rappresenta l’unica soluzione per ovviare alle tensioni più esasperate e più devastanti.

L’economia ci ha insegnato che non c’è guadagno senza costo: il costo che abbiamo pagato alla spasmodica ricerca del benessere personale è l’omologazione imperante, l’incapacità di essere se stessi, la paura a non essere riconosciuti e sostenuti.

Il desiderio di sicurezza, malgrado l’ostentazione della forza tecnologica del tempo presente, è sempre più diffuso e sottende ad ogni potenziale aggressività che non si incanala nel giusto percorso.

IL TEMA DI STUDIO DISTRETTUALE

“I Lions per il diritto alla…sicurezza umana…”

Lo svolgimento del Tema tende ad individuare “quale opportunità l‘Associazionismo Lionistico abbia per offrire un contributo al perenne problema della “…sicurezza umana…” e quali strumenti possa adoperare per trasformare la legittima aspirazione al benessere nella reale possibilità di globale accettabile convivenza.

Affinchè si realizzi la condizione di equilibrio fra tensioni diverse che mirano a soddisfare personali interessi, perché sia riconosciuto il valore sicurezza come possibilità che tutti garantisce nella affermazione di potenzialità e di realizzazione di progetti, da tempo immemorabile, si è accettato il contratto politico.

guidoncino 2002-2003

Alla guerra, dunque, può contrapporsi la pace come negazione non tanto di guerra quanto di violenza autorizzata.

La pace non rappresenta certamente la risoluzione dei problemi dell’umanità ma è la situazione ottimale nella quale riuscire a discutere, ad esaminare necessità, a predisporre progetti.

Ma perché esistano condizioni di pace è necessario che si riscopra il beneficio del rispetto dell’uomo per l’altro uomo, si promuova un cambiamento sociale nel quale vengano attutite le disuguaglianze, si sostenga lo sviluppo economico dei paesi sottosviluppati, si accetti quella giustizia sociale che tutti garantisce ed ognuno difende.

I Lions possono, nel rispetto degli scopi statutari, diventare i cavalieri ideali dell’“uomo nuovo” Essi, in virtù della personale sensibilità e lungimiranza, utilizzano la forza del loro servire per realizzare opere di positivo riscontro.

La capacità di mediazione, tipica della forza associativa, saprà rappresentare alle parti contendenti la forza di un’operazione di crescita finalizzata al recupero di valori quali rispetto, conoscenza, affinamento di competenze.

PROGETTO ETICO

Certo è che la comunicazione tra i popoli, relativamente alle innovazioni realizzate, ha favorito i cambiamenti resi sempre più veloci dalla facilità dello scambio di informazioni.

Lo sviluppo dei meccanismi culturali ha esercitato l’uomo a modificarsi e lo ha dotato di massima flessibilità nei confronti di ambienti e problemi assai diversi.

Cultura è, dunque, l’insieme di tensioni ideali e di pratiche di vita che un soggetto ed una comunità assume nelle modalità di valutazione del proprio essere e del proprio agire.

L’Associazionismo Lionistico diventa, allora, una scuola di vita, si esprime come palestra per esercizi di duttilità in vista di benefici comuni e propositivi cambiamenti non diventa mai arena per ulteriori cruenti scontri: è linfa di vitale religiosità, humus benefico per ulteriori esperienze culturali.

Il progetto etico deve avere una validità sostanziale per l’oggi e per il futuro e, certamente, la dissipazione e lo spreco del tempo presente quantomeno non sono dirette alla ricerca di una condizione di equilibrio tra noi e noi, tra noi ed il pianeta.

La politica, intesa come arte di rendere possibile ciò, che è necessario, deve intervenire a salvaguardia di un sistema per continuare a porsi come costruzione collettiva e solidale, espressione di libera e sofferta adesione a progetti di interesse collettivo, manifestazione convinta dell’esplicitazione di un dovere, opportunità di un servizio disinteressato.

I Lions, che sono riusciti a coniugare l’anima ideologico – promozionale e quella prammatico – operativa dell’Associazione, attraverso la promozione della dimensione amicale potranno esaltare sinergie professionali e attraverso l’utilizzo dello spirito di servizio del Club potranno perseguire un bene sociale per alleviare le difficoltà di tanti.

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